Roma-Porto per Mora: la trattativa decolla, Mendes fa da mediatore

August 17, 2017 by No Comments

Senti, la situazione è questa qui. C’è una trattativa tra Roma e Porto che continua, che non si è mai fermata davvero, che anzi in queste ore sta accelerando. Non è una di quelle cose che vanno avanti con calma, con i tempi lunghi del calcio italiano, è una dove c’è movimento, è una dove le cose stanno per succedere.

Jorge Mendes è in mezzo, naturalmente, perché quando c’è una questione complicata e servono dei mediatori, Mendes è quello che chiami. Ha i contatti, sa come parlare con tutti, sa come trovare quegli spazi dove due club che sembrerebbero lontani riescono a incontrarsi. In questi giorni sta lavorando intensamente, sta cercando di spingere le due parti verso un accordo che possa accontentare sia Porto che Roma.

La fiducia, ecco, quella c’è. Non è una sensazione vuota, è una che arriva da chi segue queste cose da vicino, da chi sa come funzionano questi meccanismi. Quando Mendes lavora così, quando le parti negoziano con questa intensità, generalmente significa che ci sono i presupposti per chiudere, significa che non è una montatura, non è una di quelle storie che i giornali creano dal nulla.

L’ipotesi Milan? Dimenticatela

Bah, il Milan. Si è parlato, sì, è circolato che il Milan potesse essere interessato, che il Milan avesse contatti, che il Milan fosse in ballo. Però sostanzialmente non è mai stata una pista concreta, cioè non c’è stato mai niente di solido dietro queste voci. Una di quelle cose che dicono, che si leggono, però quando vai a scavare un po’ non trovi niente, non trovi documenti, non trovi azioni concrete.

La Roma invece è quella che c’è veramente. La Roma ha deciso che Mora è il giocatore che vuole, ha deciso che vale la pena insistere, ha deciso che continua ad avanzare perché crede in questa operazione. È una differenza sostanziale, è una che cambia tutto il panorama della trattativa. Non è uno che prova tanto per tanto, è uno che ha un obiettivo e lo insegue fino in fondo.

Questo spiega anche perché non sentiamo troppo rumore intorno alla Roma in questi giorni, spiega anche perché i giallorossi non stanno improvvisando altre piste, spiega come mai quando parli di alternative non ne emergono di serie. Perché la Roma ha capito cosa vuole, ha deciso di focalizzarsi su questo, ha deciso di non distrarre energie e risorse su operazioni che non la convincono fino in fondo.

La formula: 25 milioni più il 50% sulla rivendita

Ecco qua il punto tecnico, il punto che fa la differenza. Le due società stanno lavorando su una cifra fissa di 25 milioni, più una percentuale del 50% su eventuali future rivendite. Ascolta, questa è l’unica strada che Porto è disposto a percorrere, è l’unica che riesce a far stare bene il club portoghese, è l’unica che protegge gli interessi di Porto senza però far saltare l’operazione per la Roma.

Perché? Perché Porto non è disposto a vendere Mora a titolo definitivo al prezzo base, Porto vuole mantenere una quota su eventuali plusvalenze future. Se Roma lo rivende domani per sessanta milioni, Porto ne prende il 50% della differenza. È una protezione, è un modo intelligente di fare mercato, è un modo che sempre più club stanno imparando a usare per non perdersi giocatori e guadagni contemporaneamente.

Oltre a questi punti fermi ci sono dei bonus da definire ancora, naturalmente. Bonus su presenze, bonus su risultati sportivi, bonus su cose così, è tutto il corredo che caratterizza le trattative moderne. Però i punti fermi, il nocciolo della questione, è proprio questa formula che Porto e Roma hanno identificato come quella giusta, come quella che può funzionare.

Perché Fofana e le altre alternative non decollano

Quando una squadra ha deciso su un giocatore, generalmente le altre opzioni rimangono sullo sfondo, rimangono come piano B che però non è mai realmente considerato come tale. Fofana è stato accostato, sì, ci sono stati contatti, però non è mai diventato una priorità concreta, non è mai stato quello su cui la Roma ha messo davvero il peso della trattativa.

Sai, nel mercato ci sono centinaia di contatti, ci sono decine di squadre che parlano con decine di altre squadre. Non è che se due club parlano allora necessariamente un affare è vicino, no, spesso è solo routine, è solo il dover esplorare le opzioni. La Roma ha esplorato, ha visto, ha deciso che comunque il suo primo obiettivo era Mora, e ha continuato a insistere su quello.

Le alternative, di conseguenza, non hanno avuto lo stesso peso, non hanno avuto lo stesso investimento in termini di negoziazione, non hanno avuto lo stesso livello di determinazione. È questo che spiega come mai non abbiamo sentito dire che Fofana era a un passo, che Fofana era vicinissimo. Semplicemente non lo era, perché la Roma stava guardando altrove, stava guardando Porto, stava guardando Mora.

Luis Henrique aspetta il suo turno

Adesso c’è un altro fronte, e questo sì è molto aperto, molto caldo. Luis Henrique ha già dato il suo benestare ai giallorossi, ha già detto che sì, che è d’accordo, che vuole venire a Roma. Però la Roma vuole prima chiudere Mora, vuole prima risolvere questa situazione, vuole prima avere una certezza su dove sta andando a finire questa trattativa con Porto.

È logica pura. Se cominci due trattative contemporaneamente rischi di complicare entrambe, rischi di non avere abbastanza potenza di fuoco per concludere una né l’altra, rischi di finire in una situazione dove hai due giocatori sospesi in aria e non sai come muoverti. Molto meglio fare una cosa per volta, fare la cosa bene, fare la cosa fino in fondo.

Una volta che Mora sarà definito, la Roma si girerà verso l’Inter e dirà “adesso parliamo di Luis Henrique”. E probabilmente quella trattativa sarà veloce, sarà più semplice, perché il giocatore ha già dato il sì, perché tutti sanno dove va a finire, perché sostanzialmente è questione di trovare la formula economica giusta. L’Inter da parte sua avrà tutto l’interesse a chiudere in fretta, perché anche loro vorranno definire le loro situazioni, anche loro vorranno sapere dove sta andando a finire il loro mercato.

Il calendario della Roma

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Allora, il piano della Roma è chiaro. Primo step: Mora. Secondo step: Luis Henrique. Due operazioni, due momenti distinti, due movimenti che avvengono in sequenza logica. Non è complicato, è lineare, è il modo più efficiente di operare quando hai obiettivi chiari e vuoi raggiungerli senza fare confusione.

In questo momento siamo nella fase cruciale del primo step. Porto e Roma stanno negoziando seriamente, Mendes sta facendo il suo lavoro, le formule sono sul tavolo, i numeri sono stati discussi. Non è detto che domani mattina sia tutto chiuso, però il senso è che siamo nella fase finale, siamo in quella fase dove effettivamente le cose possono accadere da un momento all’altro.

Probabilmente nei prossimi giorni avremo news concrete, probabilmente avremo un annuncio che dirà che Roma e Porto hanno trovato l’intesa finale per Rodrigo Mora. E a quel punto, basta dire “Luis Henrique, tocca a te”, e il secondo capitolo comincerà.